Il ciuccio, il miglior amico dei bambini?

Il ciuccio ha un notevole effetto calmente per il neonato. Diventa quindi il miglior amico del bambino e dei genitori.
L’innato riflesso alla suzione che si manifesta fin dalle prime ore di vita spiega il motivo per cui il bebè cerca il ciuccio.
E’ importante però che il suo utilizzo sia progressivamente limitato ed eliminato entro i due anni.

Il palato del bambino è formato da ossa che sono in formazione e non ancora saldate. L’utilizzo del ciuccio, la cui suzione avviene generalmente per delle ore, ha l’effetto di inserire in una bocca in formazione un supporto solido che invita il palato del bambino a svilupparsi tenendo conto di questo elemento.

L’influenza del ciuccio, ma non solo del ciuccio, sul palato si manifesta su 3 piani:

Sul piano trasversale, ovvero sullo sviluppo dell’ampiezza del palato

Sul piano saggittale (per intendersi, di profilo), la presenza persistente del ciuccio determina un allungamento dell’arcata superiore. I denti davanti superiori risultano sporgentirispetto agli inferiori.

Sul piano verticale, con l’interposizione del ciuccio, il bambino sviluppa il cosiddetto “morso aperto”: osservando la bocca del bambino quando e’ chiusa e i denti posteriori sono a contatto, mentre anteriormente denti rimangono distanziati tra loro, e lasciano una sorta di apertura in cui il bambino facilmente interpone la lingua.

Problemi analoghi si ingenerano con la suzione, ad esempio, del dito, del biberon, del labbro e della lingua stessa.

La suzione non nutritiva rappresentata dal succhiamento del pollice (o di altre dita), del labbro e della lingua è estremamente diffusa.
Per indurre la cessazione del vizio è inizialmente suggeribile la terapia cognitivo comportamentale: consigliare al genitore di non rimproverare il bambino mentre succhia, piuttosto lodarlo quando non lo fa.

E’ opportuno confrontarsi con una persona competente per riconoscere il problema: il Pediatra, un Odontoiatra specialista in Ortodonzia , un Logopedista, sono figure in grado di dare la giusta indicazione.

Insomma ciuccio sì, ma solo per poco e utilizzato con “giudizio”.

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Sbiancare i denti? Si con cautela

I denti bianchi battono le rughe? Per le americane sì. Secondo una ricerca della California University, sarebbero disposte a spendere il doppio per prodotti sbiancanti rispetto alle creme antietà. E lo fanno. Perché un great smile (come lo chiamano in Usa) non è fatto di perfezione. Quello che conta è il colore (sinonimo di giovinezza). Remise en forme uguale decolorazione, domiciliare o professionale, con i suoi pro e contro. «La tonalità della superfice esterna dei denti cambia con il passare degli anni. Tra le cause, una devitalizzazione impropria, l’assunzione di farmaci (le tetracicline), il consumo di bevande scure, il fumo, una scarsa igiene orale e l’assottigliamento dello smalto».
Esistono due tipologie di sbiancamento: fai da te e dal dentista. La prima, più economica, prevede dentifrici ultrawhite, striscette abrasive, coppette rotanti con paste apposite. Questi prodotti provocano un iniziale schiarimento da abrasione ma non danno risultati uniformi. Usarli spesso fa scoprire la dentina brunastra, suscita ipersensibilità al caldo e al freddo e aumenta il rischio di carie. I trattamenti professionali sono più complessi ma evidenti e duraturi: «Si parte con una seduta di igiene orale – affermano gli specialisti -. Poi, in base alla necessità, si sceglie la tipologia d’intervento. A casa si useranno mascherine realizzate in laboratorio (si posizionano di notte per due settimane) riempite di gel sbiancante. In studio, invece, il prodotto (perossido di idrogeno) viene applicato sui denti dopo aver isolato le gengive con un gel, viene attivato con lampade alogene o con laser. La seduta dura 60 minuti e può essere ripetuta a secondo del tipo di decolorazione e del livello di bianco che si desidera. Nei giorni successivi è possibile che si verifichino fenomeni di sensibilità che sono normalmente reversibili o macchie bianche sulle gengive dovute all’azione del gel ma che si risolvono in qualche giorno».

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Istruzioni post-operatorie: «Evitare nelle prime 48 ore il tabacco e alcune sostanze come caffè, tè, vino rosso, frutti e vegetali scuri. E, per limitare i possibili fenomeni di sensibilità, bisogna rimandare l’assunzione di alimenti acidi, tipo spremute di agrumi o drink energetici». Esistono controindicazioni? «La decolorazione – rispondono – non è efficace su corone in ceramica o sulle ricostruzioni in composito (si creerebbe un antiestetico effetto puzzle controproducente nell’ottica di un miglioramento dell’estetica del sorriso). È sconsigliata in gravidanza, ai bambini, a chi ha problemi gengivali, infiammazioni, fratture o otturazioni incongrue. Inoltre, non è una soluzione definitiva. Le macchie si riformano e sono necessarie delle sedute di richiamo dopo un anno».
Ricordate che l’ Hollywood smile ha le sue regole: il sorriso ideale è di un bianco leggermente più luminoso della propria sclera (la parte bianca dell’occhio), mette in mostra dai 10 ai 12 denti e non svela più di due millimetri di gengiva.

di Rossella Burattino
da Corriere.it

Una mela al giorno toglie il dentista di torno?

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La mela è una miniera di “polifenoli, antiradicali liberi con attività antinvecchiamento, ma anche utili contro le malattie cardiovascolari e soprattutto il cancro. I detti popolari si rivelano spesso veritieri? Il consumo giornaliero di questo frutto non è un elisir di salute e giovinezza eterna ma è ormai accertato che si sono significativi e interessanti benefici legati alle sostanze presenti nelle mele; anche per ciò che concerne il campo odontoiatrico.
Le mele, specie quelle verdi, sono poco zuccherine e non attentano ai nostri denti con infide carie: proprio la loro caratteristica nota acidula (attribuita all’acido malico), oltre ad essere una coccola per il palato, sbianca naturalmente lo smalto.

La polpa farinosa della mela contiene un alto contenuto di fluoro, minerale fondamentale per assicurarsi una dentatura forte e robusta. Mangiare questo frutto con la sua buccia poi, è un aiuto alla pulizia infradentale (similmente a quanto fanno spazzolino e filo dentale) ed un piacevolissimo massaggio gengivale. La mela ha quindi tante qualità ma non illudiamoci di sostituire la tradizionale, accurata e profonda igiene dentale (da ripetersi al termine di ogni pasto), con un morso di questo frutto.

Oral Cancer Day

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Sabato 21 maggio 2016

Vieni a trovarci nei gazebo allestiti in circa 80 piazze italiane. I dentisti volontari ANDI ti aspettano per parlarti dei fattori di rischio e degli stili di vita da adottare per prevenire questa grave forma tumorale, e per ricordarti che prevenzione e visite di controllo sono lo strumento più efficace nel combattere il tumore del cavo orale.

Se sabato 21 maggio non riesci a raggiungerci in piazza, non preoccuparti: grazie al prezioso contributo dei dentisti italiani potrai effettuare una visita gratuita presso uno degli studi aderenti all’Oral Cancer Day 2016, a partire da lunedì 23 maggio fino a venerdì 24 giugno .

Clicca qui per trovare lo studio più vicino a casa tua presso cui prenotare una visita specifica per ispezioni su gengive, lingua, tessuti molli della bocca e orofaringe, per imparare a effettuare l’autoesame della bocca e per avere tutte le informazioni utili per difenderti dal tumore del cavo orale.

Lo Studio Dentistico Quirino aderisce all’iniziativa promossa dall’Andi! Prenota la tua visita gratuita!

L’ortodonzia invisibile

Quando si parla di ortodonzia invisibile ci si riferisce al trattamento effettuato con mascherine o “allineatori” invisibili.
Tale metodica consente di allineare i denti attraverso movimenti graduali e controllati nel massimo comfort.
Le mascherine infatti sono quasi invisibili e difficilmente qualcuno noterà che li stai indossando; di conseguenza, si adatteranno perfettamente al tuo stile di vita senza interferire con le tue relazioni sociali quotidiane .
Grazie ad un software sofisticato è possibile prima del trattamento vedere i risultati virtuali in modo da sapere in anticipo che aspetto avranno i denti al termine del trattamento.

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La prima digestione avviene in bocca

Mangiare di fretta, masticando poco, è spesso causa di problemi digestivi (acidità gastrica, reflusso gastro-esofageo…).
L’assenza di uno o più elementi dentari o la presenza di una sintomatologia dolorosa a carico di uno di questi può rendere più difficile la masticazione aumentando quindi il rischio di una cattiva digestione.
Bisognerebbe prendere esempio dai bambini che masticano tanto.
Masticare a lungo e lentamente è il modo migliore per iniziare a digerire bene.
E’ importante quindi che i denti siano sani e ci sia una buona occlusione della bocca.
E’ stato dimostrato inoltre che masticare lentamente porta anche a mangiare meno!

P.S. La carne rossa può richiedere anche 24 ore per essere digerita! Attenzione!

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I dentisti promuovono le uova di Pasqua

Mangiare uova di cioccolato fa bene ai denti. Il cacao amaro contiene sostanze antibatteriche che riducono la formazione della placca e della carie, riuscendo ad avere la meglio anche sullo zucchero presente nei dolciumi al cioccolato. Meno sensi di colpa quindi nel divorare le tradizionali uova, almeno per quanto riguarda la salute dei denti. Attenzione alla linea però!
Attenti alla colomba invece! L’associazione zuccheri e carboidrati crea un ottimo habitat per lo streptocco mutans, il batterio responsabile della carie!

Ricordate comunque che dopo aver mangiato cibi dolci è sempre consigliabile di lavare i denti!

Buona Pasqua a Tutti!

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La malattia parodontale

Con il termine Malattia Parodontale o Parodontite, (volgarmente denominata Piorrea), s’intende un’infezione batterica, che colpisce i tessuti di sostegno del dente: osso, legamento parodontale e cemento radicolare.
E’ una malattia cronica, causata da numerose tipologie batteriche, che la rende non trattabile con gli antibiotici. E’ purtroppo molto frequente: in Italia, uno studio della Società di Italiana di Parodontologia ha mostrato come ne sia affetto il 60% degli adulti, di cui il 10% in forma avanzata. Inoltre può colpire anche soggetti molto giovani, di 20 o 30 anni.
Inizialmente tale malattia è indolore ma se non trattata in tempo può portare alla perdita degli elementi dentari.

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Parodontite in fase iniziale

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I danni della parodontite

Come si cura

La seduta di igiene professionale rappresenta il trattamento preventivo di base per le malattie gengivali e parodontali e deve essere eseguita con una determinata e personalizzata periodicità.
Nel caso in cui sono presenti una o più tasche parodontali verificate attraverso il sondaggio parodontale si deve eseguire la levigature delle radici.

La Pulizia dei denti

La detartrasi (Pulizia dei denti) è una manovra di igiene professionale che rimuove il tartaro depositato sulle superfici dei denti.
E’ importante effettuarla almeno una volta all’anno, ma a seconda dei casi (età del paziente, affollamento dentario, presenza di manufatti protesici) può essere necessario ripeterla anche ogni 6 mesi o, nei casi di malattie gengivali importanti, anche ogni 4 mesi.
Tale trattamento non è un trattamento cosmetico dei denti, ma una terapia odontoiatrica. Nel caso in cui la detartrasi non venga effettuata spesso il tartaro può causare una irritazione delle gengive e successivamente una infiammazione (gengivite)gengivite_01

Questo è il motivo per cui durante lo spazzolamento dei denti le gengive sanguinano.
La detartrasi viene effettuata con degli strumenti ad ultrasuoni. (fino a 20.000 vibrazioni al minuto) che non danneggia assolutamente lo smalto dei denti. E’ una leggenda metropolitana la storia che la pulizia dei denti consuma il dente!!!
E’ una terapia importantissima per la salute del cavo orale. Non deve essere sottovalutata né dal paziente né dall’operatore.